Adesso siamo in due
30 apr 2026 · 3 min di lettura
È il mese più pieno di tutta questa storia, e per raccontarlo devo mettere le cose in fila, se no non si capisce.
Prima parte: l'avevo quasi smessa
Cercavo un cavallo per tornare a gareggiare e non lo trovavo.
Ne ho provati tanti. Ogni volta tornavo a casa e pensavo no. E a un certo punto ho pensato una cosa peggiore: che forse il problema non erano i cavalli, ero io — che ero stata fortunata una volta e che quella cosa lì non ricapita.
Poi in una prova ho sbagliato. Sono arrivata male, proprio male, di quelle arrivate in cui il cavallo ha tutto il diritto di fermarsi.
Lei non si è fermata. Ha aggiustato lei, e mi ha tirata fuori.
Non ho scelto io. Ha scelto lei.
Ho cercato tanto. Ho quasi smesso. Poi durante una prova ha scelto me. E oggi è a casa. Benvenuta Candy.
La prima notte
Non conosceva il posto, non conosceva noi.
Sono tornata al box tre volte quella sera. L'ultima era tardissimo, e non c'era nessun motivo: mangiava, stava bene, era tutto a posto.
Ci sono andata per me, come per la torta di gennaio. Comincio a pensare che metà delle cose che faccio in scuderia le faccia per me e le racconti come se fossero per loro.
Seconda parte: Sally è tornata a casa
Cinque giorni dopo.
Avevo preparato tutto la sera prima. Il box, la lettiera nuova, il fieno, la coperta piegata sul cancelletto come se dovesse arrivare qualcuno in visita.
Non ho fatto niente di che, quando è scesa. L'ho guardata entrare, annusare gli angoli, decidere dov'era il posto giusto per stare. Ha fatto tutto da sola in due minuti, come se non fosse mai andata via.
Quel video l'hanno visto cinquecentomila persone. È il più visto di tutti, e non c'è dentro un salto, non c'è dentro una gara, non c'è dentro niente.
C'è una cavalla che torna a casa.
Terza parte: la prima caduta con Candy
Undici giorni dopo il suo arrivo.
Non è colpa sua: non ci conosciamo. Si è spaventata più lei di me — è la verità, l'ho vista dopo, tremava.
L'airbag ha fatto il suo lavoro.
Mi sono rialzata e sono risalita, e non per coraggio: perché se scendo lì, il giorno dopo è dieci volte più difficile, e questo lo so da aprile dell'anno scorso.
Quarta parte: la prima gara, tre giorni dopo
Ero agitata di quell'agitazione che non riesci a spiegare, perché dentro hai tutto insieme: paura, emozione, voglia che vada bene, paura che non vada.
È andata come vanno le prime volte. Errori, barriere per terra, momenti in cui non ci capivamo.
E poi il lunedì mattina eravamo di nuovo in campo.
Quinta parte: adesso siamo in due
Alla fine del mese la domanda me la facevano venti volte al giorno.
Quale preferisci?
Non funziona così. Non è una gara tra loro. Sally mi ha fatto crescere quando avevo bisogno di crescere; Candy mi sta insegnando cosa faccio quando non funziona.
Sono due lezioni che vanno in ordine. Se avessi incontrato Candy per prima, non avrei avuto gli strumenti per capirla.
E c'è una cosa pratica che ho scoperto e che non mi aspettavo: due cavalli non sono il doppio del lavoro. Sono più del doppio, perché la cosa che non si può dividere è il tempo di stare lì senza chiedere niente.
Quando non so da chi cominciare, sbaglio con tutte e due.
Quindi adesso c'è un ordine, ed è deciso prima. Non è romantico. Ha funzionato più di qualsiasi altra cosa.
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