Capitolo
004

Sempre nello stesso ordine

30 giu 2025 · 3 min di lettura

Spazzola, sella, testiera, e via.

Ogni volta uguale. Ogni volta nello stesso ordine, anche quando ho fretta, soprattutto quando ho fretta.

All'inizio pensavo fosse la parte da sbrigare per arrivare a quella vera. Ci ho messo un anno a capire che era già quella vera, e che il salto è solo la cosa che succede alla fine.

Perché l'ordine conta

Perché lei sa a che punto siamo.

Quando prendo la spazzola, si sistema. Quando arrivo alla sella, si ferma da sola. Se cambio l'ordine, si gira a guardarmi come per dire e adesso? — e da lì in poi la giornata è già un po' storta.

Non è che sia intelligente in modo speciale. È che i cavalli non dimenticano niente, ed è la cosa più impressionante che ho imparato quest'anno.

Non dimenticano una carezza. Non dimenticano una tirata. Non dimenticano il giorno in cui una cosa gli ha fatto paura, anche se erano tre anni fa, anche se tu non c'eri.

Ogni cosa che fai a un cavallo, lui se la tiene. È una responsabilità che non ti spiega nessuno quando cominci.

Le domande stupide che si rivelano non stupide

Questo è il mese in cui ho cominciato a fare le domande che sembrano da bambini.

Quante volte mangia. Quanta acqua beve. Come fanno a dormire in piedi. Riescono a contare. Vedono i colori.

E ogni volta la risposta era più interessante della domanda.

Beve trenta, quaranta, anche cinquanta litri al giorno. Quando l'ho letto la prima volta ho pensato che fosse un errore di stampa. Dorme in piedi perché in natura, se sei una preda, sdraiarti è una decisione seria. Ha un punto cieco proprio davanti al muso — cioè, quando arriva sul salto, l'ostacolo non lo vede più.

Quest'ultima cosa mi ha tolto il fiato per un giorno intero.

Vuol dire che quando salta, salta perché si fida di quello che ha visto due passi prima. E di me.

La merenda

C'è un video di quel mese che è solo questo: mela, banana, carota, cetriolo, tagliati come per una persona, portati in scuderia in un contenitore.

Non c'è niente di educativo. Non insegna niente a nessuno.

È solo una cosa che facciamo, e che a guardarla fa venire voglia di andare a trovare il proprio cavallo.

Quelli sono i video che funzionano meglio, e per un po' non ho capito perché. Adesso credo di saperlo: perché non chiedono niente a chi guarda.

Il pezzo noioso, che è quello importante

La verità è che di questo mese non ricordo nessuna gara e nessun salto.

Ricordo che faceva caldo e che uscivamo prestissimo. Ricordo il rumore del secchio contro il muro. Ricordo che ho imparato a capire quando è disidratata pizzicandole la pelle del collo, e che la prima volta l'ho fatto sbagliando e mi sono spaventata per niente.

Un mese in cui non è successo niente.

Sono quelli che fanno il pavimento su cui stanno in piedi tutti gli altri.

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