Capitolo
005

Chi sono, senza cavalli

31 lug 2025 · 3 min di lettura

Mi hanno fatto un'intervista, quel mese. La prima domanda era: chi sei davvero, senza parlare di cavalli?

Ci ho messo troppo a rispondere.

Non perché non lo sapessi. Perché mi sono accorta, mentre cercavo la risposta, che era da un po' che non me lo chiedevo.

Le tre paure

Nello stesso mese ho raccontato le tre paure che avevo, e le ho contate come si contano le cose che si sono superate.

La prima: che si fermasse davanti al salto. È la paura di tutti quelli che cominciano, e non è la paura di cadere — è la paura di essere quella che ha sbagliato a portarlo.

La seconda: le distanze. Non vederle. Arrivare e non sapere se il piede va lì o due metri più in là. Per mesi non le ho viste, e chiedevo a tutti come si fa, e tutti mi rispondevano cose diverse e tutte vere.

La terza non l'avevo mai detta: che a un certo punto smettesse di piacermi.

Perché è tutto grosso, questa cosa. Le sveglie, i soldi, il tempo che ci prende. E se un giorno mi svegliassi e non mi andasse più, quel giorno lì non lo sto rovinando solo a me.

Cosa ho risposto, alla fine

Che senza i cavalli sono una che va a scuola, litiga con i fratelli, non riordina la camera.

Ma che non è una domanda onesta, quella — perché con i cavalli sono diventata una persona un po' diversa da quella che sarei stata, e non si può togliere la parte e tenere il resto.

Non è che i cavalli siano la mia passione. È che ho imparato certe cose stando con loro, e adesso quelle cose le so anche quando non ci sono.

Restare calma quando dentro non lo sono. Aspettare. Accorgermi che qualcuno sta male prima che me lo dica.

Non l'ho imparato a scuola.

Mio fratello, che ormai è dentro anche lui

C'è un video di luglio in cui do un consiglio serio ma non troppo: guardate mio fratello, è già nella trappola.

Zero tempo libero, zero soldi, mille coccole al cavallo.

Ci ridiamo sopra, ma la cosa vera è che non l'ho convinto io. È venuto, ha visto, si è messo a spazzolare, e non ha più smesso. Adesso quando andiamo in scuderia sa già cosa fare e non chiede il permesso a nessuno.

I cavalli fanno questo effetto. Non li scegli: ti prendono.

Sally, a luglio

Il momento che preferisco di tutto il mese non è un salto.

È la doccia. Fa caldissimo, l'acqua è fredda, lei allunga il collo e chiude gli occhi e resta ferma come se fosse la cosa più bella che le sia capitata quel giorno.

Probabilmente lo è.

E io sto lì dieci minuti con il tubo in mano a non fare niente, che quest'anno ho scoperto essere una delle cose che mi riescono meglio.

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